[ Consigli di Viaggio ][ Guest Blogging ]

Dieta: si può fare (si, anche in viaggio)!


A 27 anni ho cominciato a soffrire di acne, una forma piuttosto aggressiva che mi ha tenuto compagnia per più di un anno.

Dopo infinite visite da dermatologo, ginecologa e endocrinologa, ho scoperto di avere uno squilibrio ormonale, e che la causa era da attribuirsi allo stress.
Dopo ore di ricerca solitaria su Google mi imbatto in un articolo di quella che adesso è la mia dietista, in cui si menzionavano come principali alimenti infiammatori gli zuccheri, i latticini e le farine.

Da quel momento in poi la mia alimentazione è totalmente cambiata.

Ho dovuto dire addio ai miei amati formaggi, ai dolci e alla pasta tutti i giorni, e dare il benvenuto alla verdura a ogni pasto, a cereali minori, a un’alimentazione a basso carico glicemico e alle domande curiose di tutti i miei colleghi quando, invece della pasta al forno, mi portavo in ufficio bulgur alla curcuma e gamberi.

Questa “dieta”, intesa come regime, stile, tenore di vita mi ha guarita.

cooking-diet-dish-3323-825x550

Quando ho deciso di partire per il Portogallo, e di lavorare in cambio di vitto e alloggio, una delle prime cose che ho pensato è stata “Come faccio a regolarmi con l’alimentazione?” ormai avevo quasi risolto del tutto i miei problemi, e l’idea di vanificare gli sforzi fatti mi rendeva nervosa.

Ero decisa a partire, quindi mi sono fatta coraggio e, una volta arrivata, pian piano ho cominciato ad adottare alcune “regole” che spero possano aiutare anche voi, se come me, state seguendo una dieta per curare una patologia o semplicemente rimettervi in forma.

  1. Se potete, scegliete il paese in cui viaggiare.
 Se siete allergici a un qualsiasi alimento non scegliete un paese che ne fa largo uso (ad esempio in Francia usano molto il formaggio, se siete intolleranti al lattosio non è la meta migliore). Informatevi su quali siano i piatti tipici del paese in cui state andando, cosa vendono nei supermercati e sullo “street food” più diffuso.
    Ricordo che qualche anno fa, in vacanza a Stoccolma, rimasi colpita dalla quantità di chioschi che vendevano hot dog e…mele!
  2. Quando siete arrivati, fatevi un giro per i supermercati e gli alimentari della zona, guardate bene cosa vendono e dove lo vendono, cosa potete comprare e cosa invece dovete evitare.
 In questo modo vi farete un’idea di come poter seguire la vostra dieta senza vanificare gli sforzi che avete fatto fino ad allora.
  3. Io vi parlo dal punto di vista di una helper che sta lavorando in un ostello dove i pasti non sono compresi. 
Così è facile per me regolarmi. Posso cucinare ciò che compro e nelle quantità giuste senza dover per forza adattarmi ad un altro tipo di alimentazione. Se state partendo per un’esperienza simile, come prima meta sceglietene una in cui i pasti non siano compresi. Sarà più facile per voi seguire la dieta. Successivamente, contattate host che includono i pasti nel soggiorno e chiedetegli cordialmente se possono “adattarsi” un po’ al vostro regime alimentare. Molti sono ben disposti a farlo.
    Oppure cercate da subito host che servano pasti adatti alla vostra alimentazione.
 Se siete vegetariani o vegani sarete facilitati, in molte aziende agricole carne e derivati animali sono banditi!appetizer-baguette-eat-2666-829x550
  4. Cene in comune: gran dilemma.
 Ogni tanto capita di fare cene tutti insieme. Sono rimasta qui sia a Natale che a Capodanno e per entrambe le cene abbiamo deciso di preparare ognuno un piatto tipico del proprio paese.
 Via libera a cucina cinese, giapponese, francese, tedesca e italiana!
Lo ammetto, in queste due occasione non ho assolutamente seguito la dieta, perché erano due eccezioni.
 In altri casi invece ho fatto presente le mie “intolleranze” alimentari e sono stata capita. 
Ho preparato quindi qualcosa di adatto a me ma che potesse piacere anche agli altri.
 La mia collega francese ha sempre preparato dolci sostituendo il latte di mandorle al latte vaccino. Adorabile!
  5. Parliamo di sgarri! 
Se ormai si è abituati ad un certo tipo di alimentazione gli sgarri non saranno un problema troppo grande.
 Per me è impossibile non sgarrare; il pezzo di cioccolata fondente in più non me lo faccio mai mancare, ma so che non peserà all’interno della dieta.
 Insomma, sgarrate, ma solo quando ne sentite davvero il bisogno e vi sentite a vostro agio!
Io ho trovato il mio equilibrio nell’80%-20% -ovvero- 80% dieta e 20% sgarro che può essere un dolce in compagnia dopo cena, un bicchiere di vino assieme a un collega o la colazione con crepes e french toast del 25 dicembre!

bacon-fast-food-hamburger-3595-825x550

Seguendo queste piccoli accorgimenti finora è andata bene!

Tutte le volte che si deve cambiare alimentazione ci si trova davanti a una strada in salita, ma posso assicurare che tutti gli sforzi fatti vengono ripagati alla fine, quando si incomincia a intravedere il miglioramento e infine la meta.
Come quando pedali per 16 Km in salita, dopo 10 minuti pensi “Ora mollo e torno indietro” ma continui fino alla fine, per scoprire che all’arrivo c’è l’oceano!

La morale è non mollate, non guardatevi indietro, la vostra alimentazione (o dieta) non deve trasformarsi da stile di vita a ostacolo, fate in modo che vi accompagni ovunque!

(*foto by Pexels.com)


The following two tabs change content below.
Dana

Dana

Viaggiatrice solitaria, sono una persona passionale ed emotiva, vivo amando profondamente ogni attimo dedicato all’organizzazione di un nuovo viaggio e penso in continuazione a quale potrà essere la mia nuova meta. Pianificando il mio ultimo viaggio ho scoperto il volunteering, un modo low cost di viaggiare e conoscere il mondo. Mi trovi anche sul mio Blog, e sono co-fondatrice di Viaggio da sola perché il sito delle donne che viaggiano da sole.
Tags: , , ,