Museo Egizio cosa vedere a Torino
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Il Museo Egizio. Il tempo non può corrompere la vera bellezza


Il museo egizio di Torino, che da poco tempo ho avuto il piacere di rivisitare, permette di percorrere un lungo viaggio.

Un viaggio non solo nella storia di un grande impero, ma anche in uno spazio geografico molto vasto.

Si parte dalle prime sepolture predinastiche e, attraversando i secoli che hanno visto l’alba ed il tramonto dei quasi mitici Faraoni, si giunge all’epoca romana.

Sarebbe un’opera lunghissima, ed anche impossibile da fare nel dettaglio, descrivere ogni singolo pezzo presente, motivo per il quale tratterò di quelli più attrattivi per me!

Il libro dei morti

Questi vesti vennero redatti nell’Antico Impero esclusivamente per il Faraone e per una ristretta cerchia di appartenenti alla casa reale.

Furono esclusi nettamente ed esplicitamente dai benefici del paradiso celeste l’uomo della strada.

Esso non costituisce, come generalmente si crede, il “Libro sacro” degli antichi Egiziani!

Non è neanche un “rituale funerario”. Infatti, alcuni studiosi sostengono che gli spunti ritualistici sono assai rari.

E allora cos’è?

Sembrerebbe che il Libro dei morti non sia affatto un libro, ma sarebbe una miscellanea raccolta di formule, un grimoire magico, la cui lettura mirava al raggiungimento di determinati effetti.

Fantastico!

La sepoltura di Kha e Merit

I due coniugi furono sepolti insieme, sotto la XVIII dinastia.

Lui fu capo architetto della necropoli sotto Amenothep III, e la sua sepoltura è davvero suggestiva ed imponente.

Rende chiaramente l’idea di quanta importanza e potere avesse.

Credo, tuttavia, che sia la sepoltura di Merit ad essere la più particolare, poiché ricca di utensili femminili, vestiti, ed anche una parrucca!

Nella loro tomba è stato rinvenuto anche il gioco senet. Ancora oggi non conosciamo perfettamente le regole del gioco, ma sembra avere disegnate due scacchiere su entrambe le facce.

Le tre sorelle

Meravigliose queste tre mummie, non tanto perché conservate in buone condizioni, o per i loro sarcofaghi dipinti e finemente lavorati, o la testa di una di loro che sbuca dalle bende.

Ciò che, per me, le rende davvero uniche è l’esser state sepolte insieme.

Ci danno l’idea di come, probabilmente, l’uomo ed i suoi affetti siano rimasti invariati nel tempo.

Per maggiori info, condiglio di visitare il sito ufficiale: www.museoegizio.it


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Elvira Mastrangelo

Elvira Mastrangelo

Fin da piccola la mia passione più grande è stata la lettura, passatempo che permetteva ai svariati personaggi di raccontarmi i loro viaggi e le loro avventure. Diventata grande mi sono laureata in Filologia, Letterature e Storia dell’antichità, ed ho viaggiato ogni volta che ne avevo la possibilità, scoprendo l’entusiasmo di scrivere e raccontare agli altri le mie esperienze, rimanendo sempre convinta che, come dice Jerome Seymour Bruner “Le avventure accadono a chi le sa raccontare.”
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