[ Curiosità dal mondo e non solo ]

Sant’Alfio in Sicilia: la leggenda del Castagno dei Cento Cavalli


Ci sono località famose, ambite dal turismo di massa, luoghi di tendenza frequentati da vip di tutto il pianeta, ed altre meno inflazionate e caotiche ma altrettanto preziose. Queste ultime sono particolarmente amate da chi viaggia per “necessità interiore” e non solo per diletto…
Oggi vi portiamo alla scoperta di un piccolo paesino della provincia catanese, sconosciuto ai più, ma largamente apprezzato da viaggiatori appassionati alla ricerca di posti unici da visitare, sempre desiderosi di scoprire interessanti curiosità dal mondo dei viaggi.

Situato nella zona un tempo nota come Contea di Mascali, Sant’Alfio si trova a poco più di 30 Km di distanza dalla bellissima città di Catania. E’ un piccolo centro abitato semplice ed ordinario, di quelli che nell’immaginario collettivo vengono solitamente associati alla Sicilia, popolato da gente cordiale e disponibile con i turisti. All’apparenza sembra proprio un comunissimo borgo siciliano, con un grazioso centro ben conservato impreziosito dalla presenza di antichi palazzi e strutture architettoniche, testimonianze dirette del trascorso storico cittadino.

Le maggiori rappresentazioni artistiche sono i monumenti ecclesiastici. Tra questi troviamo ad esempio la Chiesa Madre, autentico orgoglio degli abitanti, e la chiesa del Calvario, da cui partono le celebrazioni del Venerdì Santo, festa religiosa sentita da tutta la comunità. Ma ciò che rende speciale il paesino di appena 1.660 anime è la presenza di un enorme albero plurimillenario: Il Castagno dei Cento Cavalli. Questa meravigliosa e mastodontica pianta presenta una circonferenza pari a 57,9 metri, ed è legata ad affascinanti vicende tramandate nei tempi, a metà fra storia e leggenda.

La leggenda della Principessa ed i suoi 100 Cavalieri

Si narra infatti che in un’epoca passata, una potente sovrana, ipoteticamente identificata nella figura di Giovanna I d’Angiò, si riparò insieme al suo seguito di cento cavalieri sotto l’imponente chioma dell’albero durante un temporale inaspettato. Questo curioso racconto fu poi romanzato da poeti e cantastorie di ogni sorta, che hanno contribuito con le loro opere ad accrescere il blasone del castagno, al punto tale da renderlo simbolo del paese e della tradizione popolare di Sant’Alfio.

Con il tempo, il Castagno dei Cento Cavalli diventò la più importante attrattiva del luogo, nonché meta quasi obbligata dei Grand Tour, lunghi viaggi continentali effettuati dai giovani aristocratici europei del XVII secolo.

Oggi l’albero continua ad essere oggetto di studi da parte di botanici nazionali ed internazionali, i quali concordano nel collocare la sua età tra i 3600 ed i 4000 anni. Nel 2006 il suo inestimabile valore è stato riconosciuto istituzionalmente, ed è stato inserito tra i monumenti verdi italiani patrimonio UNESCO. Ma questo non è l’unico prestigioso riconoscimento ricevuto. Infatti è stato inoltre inserito nel libro dei Guinnes dei Primati come l’albero più grande del mondo, considerando le rilevazioni risalenti al 1780.

Il Comune di Sant’Alfio, dal suo canto, ha avuto la capacità di costruire le sue fortune turistiche intorno all’attrattiva principale. Potrete infatti concedervi una visita per poi spostarvi verso il centro o magari fermarvi in uno dei deliziosi ristoranti locali, i cui gestori, tra una portata e l’altra, sapranno intrattenervi con interessanti storielle, aneddoti e curiosità, perfette sintesi di storia e folklore.

(Fonte Immagine – commons.wikimedia.org)


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