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Alla scoperta della Patagonia tra balene, mapuche ed alfajores


Buenos Aires e le cascate di Iguazù non sono le uniche mete da visitare quando si programma un viaggio in Argentina. La capitale argentina merita sicuramente 4-5 giorni per essere visitata ma un salto nell’affascinante Patagonia a sud del Paese è un obbligo per non tornare a casa con l’amaro in bocca.

Non preoccupatevi del budget: l’unica cosa che pagherete un po’ è il volo dall’Italia a Buenos Aires, ma per il resto scoprirete che le vostre monetine di euro valgono molto di più di quello che pensate. Il  rapporto tra euro e pesos argentini, infatti, è più o meno 1 su 5 per cui non spaventatevi se una stanza in un b&b costa 100 pesos perché in realtà la state pagando appena 20 euro. E nella terra dei maestri della pelle, capirete bene che potreste fare grandi affari su borse e stivali.

Una volta trascorsi i vostri 4-5 giorni a Buenos Aires, la cosa migliore da fare è armarsi di zaino e giacca antivento ed imbarcarsi su un autobus che dalla stazione centrale vi porterà diretti a Puerto Madryn, prima sosta assolutamente da fare in Patagonia. Niente voli, niente treni. Il viaggio verso la Patagonia merita di essere vissuto in pieno con un tragitto di quasi 24 ore attraverso la steppa argentina. Prenotando in anticipo potrete riservare i primi posti del piano superiore dove stendersi e dormire è molto più facile. Durante il viaggio avrete la fortuna di imbattervi continuamente in una delle meraviglie dell’argentina: gli alfajores, dei meravigliosi dolcetti tipici, solitamente con dulce de leche, che gli autisti dell’autobus continueranno a regalarvi per alleviare il lungo viaggio.

alfajores patagonia

Puetro Madryn è un piccolo paese paragonabile ad un villaggio di pastori sardi ma, per lo standard della Patagonia, è uno dei più all’avanguardia con pub, normali supermercati e turisti da tutto il mondo. Qui potrete ammirare la seconda meraviglia della Patagonia: le balene. La maggior parte degli abitanti della Patagonia, infatti, si guadagna da vivere portando i turisti in barca a vedere le balene perché ce ne sono tantissime e sono vicinissime alla costa. Non sono pericolose, non spaventatevi. La barca vi porterà un po’ più a largo e potrete ammirare balene sbuffare, nuotare sotto di voi e saltare in aria come delfini. Armatevi di macchina fotografica e non arrendetevi fino a quando non sarete riusciti a fotografarne una “in volo”.

… e a proposito di mare e barche, vi consigliamo di leggere “Cardedu, alla scoperta della cittadina più giova dell’Ogliastra in Sardegna”

balene patagonia 1 balene patagonia 2

La perla della Patagonia, però, è Puerto Pìramides, un piccolissimo paese ancora più a sud che potrebbe semplicemente essere definito una striscia di sabbia con qualche uomo che vi abita. Un solo b&b, un solo negozio di alimentari, una sala da thè che vende dolci e bigiotteria fatta a mano. E poi un’immensa distesa di oceano con balene che nuotano di giorno e di notte e che si lasciano ammirare tanto dalla spiaggia quanto dalle colline che delimitano l’inizio e la fine di Puerto Pìramides. Qui, al tramonto, avrete la sensazione di scoprire cos’è realmente il silenzio.

Per il divertimento? Se cercate discoteche, locali o anche solo un pub, Puerto Pìramides non fa per voi. Il momento più eclatante dell’anno è il compleanno del Paese: una sorta di festa popolare che cade nel mese di luglio, in pieno inverno per loro, e che vede tutti gli abitanti del Paese, una cinquantina, riunirsi in un grande capannone per festeggiare tutti insieme. Lunghe tavolate che si riempiono di prelibatezze cucinate dagli stessi abitanti e portati in piatti di plastica per essere condivisi con tutti gli altri, un bar improvvisato per birra e vino ed una band che si esibisce in canti e balli tipici. In questa occasione, se siete fortunati, potreste trovarvi al tavolo con un vero e proprio mapuche, un indigeno che vaga per l’America Latina alla ricerca dei suoi fratelli e che è pronto a raccontarvi la sua storia e le sue origini offrendovi birra e lasciandovi a bocca aperta per tutto il tempo.

Gli abitanti dell’Argentina sono estremamente educati, cordiali e disponibili e vi riempiranno il cuore di gioia. Se possono fare qualcosa per aiutare, la fanno e con il sorriso sulle labbra. Vi consiglio vivamente di chiacchierare con la gente del posto, comprare i loro prodotti artigianali tipici, godervi ogni panorama che incontrate per almeno 10 minuti e di non avere mai fretta: la Patagonia è una terra che va vissuta ed assaporata, non semplicemente visitata.


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Cassandra Menga

Cassandra Menga

Viaggi, amore e fantasia. Il pane lo lascio a chi può mangiare carboidrati senza ingrassare. Mi chiamo Cassandra, ho 28 anni ed sin da piccola ho capito che i viaggi di piacere non mi bastavano e che preferivo i viaggi esperienza. Dalla mia splendida città del grande Salento, Brindisi, ho studiato a Roma per poi trasferirmi a Madrid per l’erasmus durante la triennale, a Buenos Aires per uno stage e poi a Londra subito dopo la laurea specialistica. Nella capitale inglese ho dato una svolta alla mia vita passando da giornalista professionista ad esperta di marketing online. Eppure, il richiamo delle origini non ha tardato a farsi sentire, così sono rientrata in Italia dopo 3 anni con valigie piene di vestiti, il curriculum pieno di esperienze professionali e la mente piena di nuove idee. Ora lavoro per la web agency che ho fondato a Bari insieme al mio ragazzo e ai miei compagni di avventure e nel tempo libero mi dedico alle mie passioni: scrivere, viaggiare e dispensare consigli sulla moda ed il risparmio scrivendo per il mio blog e per tutti quelli che me lo chiedono. La mia valigia resta sotto al letto, sempre pronta per nuove avventure. Mi trovi anche su www.chemimettooggi
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