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Alla scoperta di Siviglia, la regina d’Andalusia


 

Il fascino d’Andalusia, la regione meridionale della penisola iberica, si è così potentemente radicato nell’immaginario comune da essere diventato in larga misura un mito: ma dove risiede l’origine dello spirito andaluso, così autentico e sanguigno?  Una delle possibili risposte a questa domanda ci permette di chiamare in causa la città di Siviglia, che non solo ne è la capitale, ma anche l’incontestata regina, sotto ogni punto di vista.  Certo, le altre città più note d’Andalusia – penso a Cadice, Granada, Cordoba, Ronda, Malaga e chi più ne ha più ne metta –  sono concorrenti tutt’altro che impreparate, ma lo strapotere culturale, storico e artistico di Siviglia ci fa pensare che il titolo regale sia decisamente meritato.

In questa splendida città, incastonata come un raro gioiello nell’entroterra andaluso, sono conservati alcuni dei più noti e fenomenali monumenti della regione, che sono motivo d’orgoglio per tutta la Spagna e, diremmo noi, per l’intera Europa. Ma si tratta soltanto di monumenti? Potremmo dire che tutto il fascino della antichissima città di Siviglia stia racchiuso tra le pietre della Cattedrale, in cima alla Giralda o che sia rinchiuso dentro le meravigliose stanze arabesche o nei labirintici giardini fioriti dell’Alcazar? La domanda è retorica, perché effettivamente calarsi dentro la Siviglia dei barrios popolari, esplorarne palmo a palmo le viuzze storte e acciottolate, financo percorrere le strade più calpestate dai sivigliani sono esperienze che non possono essere compensate da alcun biglietto d’ingresso.

Proprio qui sta il segreto di Siviglia, nella sua impossibilità di essere posseduta secondo un criterio “turistico” convenzionale, che ci porterebbe a pronunciare le fatidiche e terribile parole: “Ah, sì, ho visitato Siviglia! La conosco!” Niente di più pericoloso, perché le cose da vedere a Siviglia, come del resto in ogni città, sono sempre una in più di quelle che pensavamo: ci mancherà sempre un palazzo dalle meravigliose stanze moresche da visitare, un angolo di giardino, un patio fiorito dall’atmosfera incantata, una piazzetta del Barrio Santa Cruz, dove si nasconde una piccola bottega di artigiani intenti a dipingere con amorevole cura un azulejo colorato…

Alla scoperta dell’Alcazar

Lo  spirito di scoperta dovrebbe essere il motore propulsore della visita di Siviglia, ma questo atteggiamento anarchico  non può certo essere una scusa per trascurare i maggiori monumenti di questa città. Del resto, chi rinuncerebbe a perdersi in un viaggio fuori dal tempo e dallo spazio tra le stanze dell’antico Alcazar? Situato in Plaza del Triunfo, a due passi dalla Cattedrale e non lontano dal Rio Guadalquivir, questo sontuoso palazzo è la testimonianza più clamorosa della presenza araba nella storia e cultura di Siviglia, e funge da modello e segno perenne per quanto riguarda la vicenda dell’intera regione. A partire dalla fondazione della fortezza, avvenuta intorno all’VIII secolo sulle rovine di un sito romano, l’Alcazar è stato rimaneggiato, ampliato ed eccezionalmente abbellito da varie dinastie e corti arabe –  dagli abbasidi agli almohadi –  prima di diventare la residenza dei re cristiani,o meglio, Los Reyes Católicos,  dopo la Reconquista.

La suggestiva bellezza delle rifiniture e degli abbellimenti delle strutture architettoniche di questo palazzo si è conservata nei secoli, anche grazie a numerosi interventi di restauro a opera delle successive dinastie. Il consiglio che chiunque vi darebbe è quello di perdersi tra le stanze dell’Alcazar, alla ricerca dei dettagli più inimmaginabili, fino a spuntare all’aria aperta, di fronte ai giardini, dove si è accolti dallo scintillio di una fontana illuminata dal sole. L’esperienza estetica di una camminata tra i giardini dell’Alcazar vale da sola il prezzo del biglietto. Non solo la vegetazione lussureggiante permette di ripararsi un po’ dal caldo atroce che si abbatte sulla città di Siviglia: l’affascinante miscuglio di stili di varie epoche riuscirebbe ad ipnotizzare un mago professionista, che farebbe grande fatica anche a trovare l’uscita del labirinto qui ospitato.

Siviglia, ‘depositaria’ della più grande chiesa al mondo

L’altro grande simbolo di Siviglia è senza ombra di dubbio l’immensa Cattedrale, costruita sulle rovine dell’antica moschea in poco più di un secolo, dal 1402 al 1506. Un periodo brevissimo, se si pensa alle gigantesche dimensioni di questo capolavoro di arte gotica, che vanta anche il record di essere la più grande chiesa al mondo. Ma le dimensioni non contano, si sa : è la sostanza! All’interno della Cattedrale, si trovano alcune meraviglie la cui bellezza è inesprimibile a parole, dall’imponente retablo gotico della Capilla Major al famoso Mausoleo di Cristoforo Colombo, passando per le varie cappelle, i tesori e i quadri (tra cui la splendida Immacolata Concezione di Murillo).

Dulcis in fondo, oltre al Patio de los Naranjos (il cortile disseminato di aranci con al centro una bella fontana), citiamo senza dubbio la Giralda, il monumento cristiano, simbolo imperituro di Siviglia, nonché la più evidente testimonianza della precedente struttura architettonica islamica: la Giralda altro non è che un antico minareto riadattato a campanile. La cima di questa altissima torre campanaria è raggiungibile per tramite di 35 rampe (utilizzate per far salire le guardie a cavallo!), che vi faranno sembrare un po’ meno faticosa la salita. Ma a farvi dimenticare del tutto lo sforzo, vi aspetta la spettacolare vista della città che si gode dalla sommità della cella campanaria. Da qui si vede tutto, e non ultima la complessa struttura esterna della Cattedrale.

Siviglia… non solo monumenti

Questi due monumenti sono il fulcro di ogni buona guida turistica e non possono assolutamente bastare… il consiglio che si dà è quello di addentrarsi per le vie del Barrio Santa Cruz, magari lasciandosi tentare da uno degli innumerevoli bar di tapas presenti sulla strada, magari ricavati da un’antico bagno turco o allestiti dentro un patio; o ancora dirigersi sul lungo fiume, fino alla Torre del Oro e la Plaza de Toros, a due passi dal Puente de Triana (detto anche Puente de Isabel II, la cui progettazione è erroneamente attribuita all’ingegner Eiffel). E a proposito di Triana, potremmo citare il quartiere eponimo, dove una volta risiedeva la comunità gitana, fucina di musicisti e ballerini di flamenco: è caldamente consigliata una bella passeggiata sul lungofiume, alla ricerca dello spirito più autenticamente popolare e meno turistico.

In centro, invece  si trovano innumerevoli locali – gratuiti e non –  dove si tengono spettacoli e rappresentazioni legate alla suggestiva tradizione del flamenco: impossibile andarsene da Siviglia senza aver assistito almeno a uno di questi show, magari sorseggiando un vino tinto de Verano e sgranocchiando qualcosa da un piattino ricco di tapas. Il flamenco riporterà alla memoria di alcuni di voi la famosa opera lirica di Bizet, la Carmen: beh, non sapevate che la vicenda è ambientata a Siviglia? La famosa gitana protagonista dell’opera era una sigaraia nella Antigua Fàbrica de Tabacos, che oggi ospita alcune aule dell’Università. Che dite? La merita una visita? Quantomeno per cercare qualche prova dell’antica funzione di questo enorme edificio a due passi dalla Cattedrale.

Plaza de España: per vivere come in una favola

Ma, tra le tante cose da fare e vedere a Siviglia, ne lasciamo volutamente una in fondo: Plaza de España. Leggermente decentrata dal cuore della città, questa immensa piazza è così ricca di fascino e così elegante ed eccessiva da aver convinto George Lucas a ambientarvi una scena di Star Wars, più precisamente una passeggiata dei protagonisti nel palazzo di Theed, sul pianeta Naboo. Che dite? Non vi sembra un posto sufficientemente da favola? Se proprio non volete farvi mancare niente, noleggiate una barchetta a remi nel baracchino adiacente alla piazza semicircolare e percorretene il gradevole canale, prima di addentrarvi tra i tranquilli vialetti alberati del Parco di Maria Luisa, per chiudere in bellezza la vostra visita in questa città da sogno.

Bernardo Pacini

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