Quando visitare la Cambogia
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Cambogia, il paese sull’acqua


Cambogia, Cambogia, pochi paesi hanno nomi così evocativi. Un paese quasi nascosto, in un angolo del sud-est asiatico, come raccolto in sé stesso a protezione da due vicini potenti, grandi ed invadenti, a volte.

Basta guardare una qualunque cartina geografica dell’Asia per notare subito come, al centro della Cambogia, risulti evidente una macchia blu, si tratta del Tonlé Sap, il cuore su cui la Cambogia si regge. Questo lago significa riso, pesce, pacata prosperità per coloro che vivono lungo le sue sponde.

Si, perché ogni anno durante la stagione delle piogge il Tonlé Sap invade le terre circostanti, sommergendo boschi e campagne, ma lasciando un terreno molto fertile quando le sue acque rientrano negli argini. Insieme a questo grande lago l’altra grande arteria della Cambogia è il fiume Mekong, che scorre incessante attraversando tutti gli stati della regione, sin dalla sua sorgente misteriosa ai confini del Tibet. Un fiume che ha visto scorrere, dal selvaggio est della Cambogia, la Storia dell’intero paese dagli antichi fasti alle recenti tragedie.

Anche durante l’impero khmer l’acqua era fondamentale per la Cambogia, a ricordarcelo il maestoso West Baray di Angkor, riserva d’acqua e luogo dove i cambogiani amano rinfrescarsi. Da un tempo lontano ci giunge anche il Bon Om Touk, la cerimonia che il re presiede ogni anno di fronte al palazzo reale a Phnom Penh, celebrando la fine della stagione delle piogge ed il mutamento del corso del fiume Tonlé Sap, che connette l’omonimo lago al Mekong. In questa occasione Phnom Penh precipita, letteralmente, in tre giorni di festa.

Durante la stagione piovosa la Cambogia è splendida, con i suoi colori brillanti e dei paesaggi mozzafiato ornati da infinite tonalità di verde. Esiste anche il mare in Cambogia, piccolo residuo di un territorio che cambogiano non è più. Basta un’ora di barca dalle coste cambogiane per approdare su isole tropicali, che a nulla hanno da invidiare ad altre zone del pianeta molto più rinomate. Palme, sabbia, natura rigogliosa e piccole barche adagiate sulla battigia. La Cambogia è dolce anche nella sua bellezza.

La morbidezza è uno dei tratti che più colpirà il visitatore, una morbidezza che forse rimanda alle antiche connessioni del popolo khmer con la civiltà dell’India. Morbidi sono i sorrisi delle ragazze, morbidi sono gli occhi dei bambini, morbidi sono i gesti con cui gli uomini si fanno carico delle loro responsabilità. Tuttavia, come in tutta l’Asia, il popolo khmer non accetta passivamente il ruolo di vittima, decidendo con tempi e modalità tutte sue quando la mano deve smettere di essere carezza.

Scoprire la Cambogia è a portata di mano, non è difficile. Sarà un’esperienza che lascerà il segno, quando capirete che nonostante le dimensioni ridotte del paese scoprirete continuamente nuovi luoghi, nuove sensazioni e nuove avventure da vivere. La Cambogia non permette tanto facilmente che la si ignori, pretende che il viaggiatore si innamori di lei, come pegno per averne violato i segreti, la Cambogia non ama i gesti plateali. Siamo lontani dal turismo di massa della Thailandia, qui il viaggio è ancora una questione privata.

Come un pesce la Cambogia cerca di trovare le correnti migliori, di nascondersi utilizzando i riflessi del sole sull’Acqua, come un pesce la Cambogia vive seguendo la sua rotta quasi immutabile, se non fosse per cause esterne che mutano lo scenario. Conoscere la Cambogia significa fare un viaggio all’interno dell’anima del genere umano, un viaggio alla scoperta, ed alla riscoperta, di mondi perduti ma che esistono ancora, nonostante tutto. Non perdete tempo, la Cambogia con le sue acque vi attende per cullarvi, con dolcezza.

Articolo e fotografia di Pietro Acquistapace – Viaggiatore, sognatore, blogger e cofondatore di TuttoCambogia.com il portale italiano dedicato alla Cambogia.


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