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Tunisi, cos’è il Museo Nazionale del Bardo?


Ieri, ancora una volta, il terrorismo ha fatto parlare di sé. Questa volta la mina vagante che, a quanto pare, non desiste a cessare – e chissà per quanto ancora – ha centrato senza rimorso di coscienza un nuovo obiettivo: la Tunisia e il sul Museo Nazionale del Bardo.

Come riportato da rainews.it, il numero degli italiani morti nell’attento è salito a 4, e speriamo non aumenti. Ma perché proprio la Tunisia? E soprattutto perché ‘quel’ giorno? Nel momento in cui ho sentito la notizia, la prima cosa cui ho pensato è stata la Primavera Araba, termine coniato da giornalisti per descrivere l’insieme di proteste e agitazioni intraprese tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011… pura coincidenza, o il tutto è stato calcolato a “tavolino”?  E poi, perché il Museo Nazionale del Bardo? Perché il turismo in Tunisia è la principale fonte di sussistenza economica? Interrogativi senza risposta!

Ma cos’è il Museo Nazionale del Bardo?

Il Museo Nazionale del Bardo, che si sviluppa su tre piani, è un museo archeologico: è il più importante e il più antico di tutto il mondo arabo. Esso ospita la più straordinaria collezione di mosaici romani, tutti perfettamente conservati.

Grazie alla sua straordinaria posizione, che ricordiamo nella residenza del bay (il sovrano), è circondato da una singolare luminosità del tutto naturale, la quale potenzia la bellezza dei reperti esposti.

Il Museo del Bardo fu inaugurato il 7 maggio 1888 e, in origine, era conosciuto come Museo Alaoui, in onere di Ali Muddat inb al-Husayn, sovrano di Tunisia dal 1882 al 1902. Cambia nome nel 1956, ovvero dopo l’indipendenza della Tunisia.

I sei dipartimenti cui è diviso rappresentano le fasi archeologiche del paese: il periodo preistorico, punico, romano, cristiano, arabo-islamico e quello relativo all’archeologia sottomarina.

Nel 1959 la Direzione del Museo affidò all’archeologo Henri Lhote, all’epoca il massimo esperto del settore, l’incarico di catalogare, in un inventario, le migliaia di incisioni di età neolitica presenti nel percorso all’interno di un canyon, nella valle di Illizi. (Fonte Wikipedia)

Oggi, senza alcuna ombra di dubbio, visitare la capitale tunisina significa tappa obbligatoria al Museo Nazionale del Bardo.

(Fonte Immagine – http://it.wikipedia.org/)


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Francesca Policheni
Dopo aver conseguito la laurea in Economia ed Amministrazione delle Imprese, ho scoperto un’altra mia grande passione: la scrittura unita al fantastico mondo virtuale, che è internet. Sono diversi anni, ormai, che mi occupo di Web Writing. Il mio motto è ‘Scrivere per Comunicare’! Comunicare non significa solo inviare informazioni all’indirizzo di un’altra persona. Significa creare negli altri un’esperienza, coinvolgerli fin nelle viscere e questa è un’abilità emotiva (Daniel Goleman)
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